Un rapporto internazionale documenta un modello sistematico di rapimento di donne alawite per motivi settari nelle aree controllate dalle bande terroristiche al-Julani.

L'Istituto Internazionale per la Libertà Religiosa: Il rapimento di donne alawite su base settaria continua, e non si tratta di casi isolati, ma di un modello sistematico contro gli alawiti.

L'Istituto Internazionale per la Libertà Religiosa (IIRF) ha pubblicato un rapporto di valutazione sulle violazioni in Siria, affermando che tra gennaio 2025 e luglio 2026, la Siria occidentale e centrale ha assistito a un'allarmante escalation di rapimenti, sparizioni e abusi ai danni di donne e ragazze appartenenti principalmente alla minoranza alawita, nonché a donne e ragazze delle comunità cristiane, sciite, druse e curde.

Questi episodi sono coincisi con le stragi di civili alawiti documentate all'inizio di marzo 2025 e sembrano far parte di un modello più ampio e sistematico di persecuzione settaria e violenza di genere.

I rapimenti sistematici di donne e ragazze, in particolare appartenenti alla setta alawita, si verificarono su vasta scala geografica, interessando Latakia, Tartus, Homs, Hama, Damasco, la campagna di Damasco, Aleppo e le aree rurali circostanti.

Una delle caratteristiche più evidenti e pericolose di queste operazioni è il ricorso diretto, da parte dei responsabili, all'"identificazione settaria" delle vittime; in molti casi, i rapitori chiedevano deliberatamente alla donna la sua affiliazione religiosa e la sua setta prima di sequestrarla.

Quando una donna si identificava come alawita o appartenente alle minoranze prese di mira, veniva immediatamente e arbitrariamente portata via, spesso sotto la minaccia delle armi, con espliciti insulti e minacce a sfondo settario.

Il rapporto conclude che queste violazioni non rappresentano episodi isolati, ma riflettono piuttosto un modello sistematico e programmato di persecuzione settaria contro donne e ragazze in quelle aree, il che richiede una documentazione accurata e l'accertamento delle responsabilità a livello internazionale per i responsabili.

La mancanza di responsabilità per i colpevoli e il disinteresse delle autorità competenti nei confronti del rapimento delle donne alawite.

Il rapporto ha evidenziato l'assenza di indagini serie e trasparenti da parte delle autorità competenti o degli organi ufficiali per la ricerca delle donne rapite o per accertare la sorte delle donne scomparse. Ha inoltre sottolineato che la mancanza di responsabilità legale per i responsabili di rapimenti e intimidazioni trasmette un messaggio implicito di incoraggiamento o di indifferenza verso tali violazioni, creando un ambiente sicuro per i colpevoli e un ambiente completamente insicuro per le vittime.

Il rapporto affermava che molte famiglie alawite e vittime, così come altre minoranze, si astenevano dal presentare denunce ufficiali per timore di ritorsioni, a causa dello stigma sociale o perché non esisteva un organo di polizia o giudiziario neutrale e affidabile a cui rivolgersi per ottenere giustizia.

La violenza contro gli alawiti mira a smantellarli e a minare la loro stabilità sociale:

L'istituto ha confermato che prendere di mira le donne della minoranza alawita e di altre comunità mira a spezzare il tessuto sociale e a minarne la stabilità psicologica e sociale durante un periodo di transizione e disordini, spingendo le famiglie in uno stato di impotenza e sottomissione. La violenza di genere (incluse minacce di aggressione, violenza sessuale e gravi intimidazioni psicologiche) è stata utilizzata come strumento di guerra e terrore diretto non solo contro la singola vittima, ma contro la famiglia e l'intera comunità.

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